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	<title>blog.casase.it &#124; se ciò che cerchi é sentirti a casa. &#187; senza casa</title>
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	<description>... se ciò che cerchi è sentirti a casa ovunque tu sia, questo blog parla di te.</description>
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		<title>Perdere la casa: un anno dopo il terremoto in Abruzzo</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 06:11:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si può perdere all&#8217;improvviso. E ci si ritrova offesi, scoperti, indifesi. La casa è protezione, rifugio, luogo dei sentimenti, degli affetti, identità. Un anno fa il terremoto in Abruzzo ha provocato dolore, danni, perdite di varia natura e ha lasciato migliaia di sfollati, senza casa. Per non dimenticare i tragici ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.casase.it/wp-content/uploads/2010/04/sanna.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2848" title="sanna" src="http://blog.casase.it/wp-content/uploads/2010/04/sanna.jpg" alt="" width="394" height="394" /></a></p>
<p>Si può perdere all&#8217;improvviso. E ci si ritrova offesi, scoperti, indifesi. La <strong>casa</strong> è protezione, rifugio, luogo dei sentimenti, degli affetti, identità. Un anno fa il <strong>terremoto in Abruzzo</strong> ha provocato dolore, danni, perdite di varia natura e ha lasciato migliaia di sfollati, senza casa.</p>
<p>Per non dimenticare i tragici effetti di questa calamità, parliamo del libro di <a href="http://www.alessandrosanna.com/"><strong>Alessandro Sanna</strong></a>, edito da Corraini (2009),<strong> </strong><a href="http://www.corraini.com/scheda_libro.php?id=390"><strong>&#8220;Una casa, la mia casa&#8221;</strong></a>: <em>&#8220;una <strong>poesia</strong> scritta e disegnata all&#8217;indomani del terremoto, dedicata a tutti i bambini del mondo che hanno perso la loro casa&#8221;.<br />
</em>Nelle pagine, ricorre un <strong>disegno di base</strong>, semplicissimo, formato da 4 linee: <strong>due pareti e un tetto. </strong>Partendo da questa sagoma essenziale che si ripete ad ogni pagina, i significati cambiano a seconda dei tratti in rosso che si aggiungono di volta in volta all&#8217;<strong>illustrazione</strong>.<br />
<span id="more-2846"></span></p>
<p><a href="http://blog.casase.it/wp-content/uploads/2010/04/una-casa-la-mia-casa.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2857" title="una casa la mia casa" src="http://blog.casase.it/wp-content/uploads/2010/04/una-casa-la-mia-casa.jpeg" alt="" width="323" height="400" /></a></p>
<p>La casa diventa allora una <strong>caffettiera</strong> (&#8220;scaldo i cuori di chi la abita&#8221;), una bambina (&#8220;mi progegge quando piove&#8221;), una <strong>giacca</strong> appesa ad una gruccia (&#8220;ritorno volentieri da lei&#8221;), un <strong>gatto</strong> (&#8220;qui sopra annuso la luna&#8221;), due alberi (&#8220;siamo qui da molto prima di lei&#8221;), un <strong>aquilone</strong> (&#8220;tra noi c&#8217;è il vento&#8221;)&#8230;</p>
<p>Ogni frase che accompagna l&#8217;immagine è tradotta in 5 lingue. Le ultime quattro pagine contengono solo l&#8217;immagine base, su un fondo quadrettato e lasciano spazio alla nostra <strong>fantasia</strong>, per <strong>completare il disegno</strong>. Pensando alla nostra casa, o a quelli che purtroppo l&#8217;hanno perduta.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>On the street: quando la casa non c&#8217;è</title>
		<link>http://blog.casase.it/2010/02/23/on-the-street-quando-la-casa-non-ce/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 15:11:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[relazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo tanti post ad occuparci di casa, ora la nostra attenzione va a chi per definizione la casa non l&#8217;ha. Ognuno di noi ha camminato a pochi centimetri da chi ha fatto del marciapiede la propria casa. Keith Harris ha deciso di guardarli negli occhi, con il suo obiettivo: per ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.casase.it/wp-content/uploads/2010/02/Schermata-2010-02-23-a-11.39.06.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-2215" title="Joe...joe on Wabash avenue-Chicago." src="http://blog.casase.it/wp-content/uploads/2010/02/Schermata-2010-02-23-a-11.39.06.png" alt="" width="603" height="482" /></a></p>
<p>Dopo tanti post ad occuparci di casa, ora la nostra attenzione va a chi per definizione la <strong>casa non l&#8217;ha</strong>.</p>
<p>Ognuno di noi ha camminato a pochi centimetri da chi ha fatto del marciapiede la propria casa.<br />
<strong>Keith Harris</strong> ha deciso di guardarli negli occhi, con il suo obiettivo: per due anni si è seduto a fianco a loro sul marciapiede, ha ascoltato le loro storie, ha ritratto i loro volti.</p>
<p>Alcuni di loro si aggirano come <strong>fantasmi</strong>, altri hanno un nome e conservano <strong>un&#8217;identità</strong>.</p>
<p>Alcuni di loro hanno <strong>perso la loro casa</strong>, altri hanno scelto di lasciarla facendo della città il loro <strong>tetto</strong> e il loro <strong>rifugio</strong>.</p>
<p><span id="more-2211"></span><br />
Lasciamo a voi lo spazio di interpretazione di immagini sicuramente toccanti. Le potete vedere interamente sul sito <a href="http://www.behance.net/Gallery/On-the-Street/265444" target="_blank">behance.net</a>, leggendo anche la descrizione dell&#8217;autore.</p>
<p><a href="http://blog.casase.it/wp-content/uploads/2010/02/1145171247656676.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2220" title="on the street#30...Little John and Joe on Wells street-Chicago." src="http://blog.casase.it/wp-content/uploads/2010/02/1145171247656676.jpg" alt="" width="600" height="480" /></a></p>
]]></content:encoded>
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