------// 5 marzo 2010 //--------

Vivi a Firenze e hai a disposizione una casa, uno studio, un negozio, o anche semplicemente una stanza tutta per te? Benissimo, regalala all’arte.
Private Flat, giunto quest’anno alla sua sesta edizione, è una tre giorni di arte contemporanea che si svolge nel capoluogo toscano e permette ai singoli cittadini di partecipare attivamente, mettendo a disposizione i propri spazi.
Lo scorso anno l’arte contemporanea ha abitato in quattordici appartamenti, che i proprietari hanno letteralmente aperto ai visitatori come un vero e proprio spazio espositivo.
Il tema di questa edizione, Brucia Babilonia, rimanda all’urgenza della multiculturalità e del linguaggio, elemento che più di ogni altro caratterizza la propria specificità culturale.
Un’interessante iniziativa in ottica di scambio, dialogo, relazione, partecipazione.
Per avere informazioni su modalità di partecipazione e scadenze: www.privateflat.it
Photo Credit: nove.firenze.it
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------// 1 marzo 2010 //--------
Non è un museo, non è uno showroom, non è un negozio. E allora cos’è il Vitra Haus, ultimo fantasmagorico edificio voluto dal celebre marchio di design?
Progettato dallo studio Herzog & de Meuron - lo stesso della Tate Modern di Londra e del Bird’s Nest stadium di Pechino – e pensato per ospitare la Home Collection del marchio Vitra, l’edificio unisce l’elemento archetipico della casa, che si presenta nella sua forma più semplice, quasi simbolica, e quello della sovrapposizione di volumi. Il risultato finale ha il fascino di uno spettacolare edificio pubblico unito all’accoglienza dello spazio casalingo.
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------// 25 febbraio 2010 //--------
Chi l’ha detto che lasciare la propria casa significa vivere in una condizione di sradicamento, smarrimento, incapacità di riconoscere cultura e abitudini del luogo dove ci siamo appena trasferiti?
Nel mondo globalizzato è possibile sentirsi a casa ovunque siamo. Ce lo spiega l’antropologo John Tomlinson, il primo a proporre una lettura del complesso e discusso fenomeno della globalizzazione.
Puntando l’accento su nuove prospettive cosmopolite, l’approccio del teorico britannico abbandona vecchi dualismi tra localismo e universalismo e offre invece l’opportunità di sentire sia i luoghi che abitiamo sia quelli fisicamente lontani come possibili case e spazi familiari.
John Tomlinson, Sentirsi a casa nel mondo, La cultura come bene globale, Feltrinelli, Milano, 2001.
Sul sito dell’editore, trovate una scheda per approfondire.
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------// 11 gennaio 2010 //--------

Come faremmo senza amici? Gli amici sono come una famiglia, soprattutto quando questa è ormai a chilometri di distanza. Senza amici, difficilmente riusciremmo a sentirci a casa. Vero è anche che a volte possono essere, esattamente come i nostri familiari, decisamente pesanti. Volete misurarne gli effetti? Pesateli prima di farli entrare in casa.
Doormat Scale è lo zerbino con bilancia incorporata che permette di pesare i vostri ospiti prima che varchino la soglia di casa. Siamo sicuri però che possa ben disporre gli animi per una serata all’insegna della spensieratezza? Forse potreste fare in modo che pesassero tutti almeno 5 kg meno. Regalare un po’ di leggerezza è sicuramente il modo migliore per dimostrare la vostra ospitalità.
Via | Swissmiss
------// 5 novembre 2009 //--------

E se un giorno vi svegliaste in una casa sottosopra? No, non nel senso che state pensando, ma in una vera e propria casa a testa in giù, con il soffitto al posto del pavimento.
Forse credereste di essere approdati in Alice il Paese delle Meraviglie, chi non l’ha sognato almeno una volta?
Ecco, se volete farvi un’esperienza simile potete andare in Polonia, precisamente a Szymbark, dove si trova Upside Down House, una vera e propria casa sottosopra che offre a turisti e curiosi la possibilità di vivere qualche minuto a testa in giù. E tutto potrebbe apparirvi molto più chiaro…
Via | DesignerBlog
------// 23 ottobre 2009 //--------

Sono le giovani generazioni quelle più colpite dalla crisi. Questo è ciò che appare da un recente studio svolto dall’Istituto di Ricerca GPF per Axa MPS e intitolato “Crisi e generazioni”.
Insoddisfatti del loro lavoro, del poco tempo libero a disposizione e spesso della città in cui vivono, i giovani tra i 18 e i 34 anni vengono descritti come una generazione “in costruzione”, che non ha ancora trovato il luogo e le condizioni giuste per esprimere le proprie potenzialità. Secondo la sociologa Monica Fabris ”Questa generazione piu’ di tutte non si sente a casa da nessuna parte e non riesce ad attivare meccanismi di identificazione solidi nei confronti del contesto in cui vive”.
A volte spaesati e smarriti, sono comunque la generazione che più delle altre “è soddisfatta della propria vita in generale”, conservando infatti fiducia nelle proprie capacità e una certa dose di incoscienza. E il famoso posto fisso? Sembra interessare meno del salario e della casa. Quest’ultima, in particolare, è una spina nel fianco per il timore di non riuscire a pagare affitto o mutuo.
Infine, pur confidando soprattutto in se stessi, chiedono allo stato ammortizzatori sociali più efficaci e credono che una soluzione alla crisi possa essere nella collaborazione tra gruppi di persone.
Per approfondire e avere i dettagli della ricerca: adkronos.com
Photo Credit: Arnar Valdimarsson su Flickr
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------// 22 ottobre 2009 //--------

Sentire la libertà della propria casa è anche riuscire a dare un tocco personale agli arredi che la compongono. Ma non è sempre così facile. Se non riuscite ad esprimere la vostra personalità attraverso il riciclo di vecchi oggetti da far rivivere sotto una nuova luce, potete allora cogliere al volo l’opportunità di Lago, che vi offre infatti la libreria tutta da personalizzare: LagoLinea.
Ispirata alla celebre serie animata anni ‘70 di Osvaldo Cavandoli, la libreria è composta infatti di semplici linee (pannelli di 3 cm di spessore) con le quali comporre forme a completo piacimento.
E se vi mancano idee potete sempre sfogliare il catalogo dedicato al prodotto trovando ispirazione dalle forme bizzarre già composte.
Via | DesignBuzz
------// 21 ottobre 2009 //--------

E’ stata progettata da Morphosis con l’aiuto degli studenti dell’Università della California la casa galleggiante con struttura prefabbricata che unisce due caratteristiche fondamentali: essere alla portata di tutti e resistere a tempeste e inondazioni.
Questo è infatti lo scopo della fondazione Make It Right, nata a New Orleans dopo la catastrofe dell’uragano Katrina per volontà della star hollywoodiana Brad Pitt. Dal 2006 infatti l’organizzazione è impegnata nel costruire almeno 150 abitazioni per la zona più colpita della città, coinvolgendo importanti studi di architetti in grado di fornire progetti sostenibili da ogni punto di vista, tra i quali capacità di resistere agli uragani e soprattutto capacità di contenere i costi.
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------// 20 ottobre 2009 //--------

Parliamo spesso di cohousing come un’interessante soluzione che apre ad un modello di vita aperto, condiviso e comunitario senza rinunciare agli spazi privati e intimi che ognuno di noi richiede.
Ma perché il cohousing si sta affermando sempre di più, anche nel nostro paese? E’ solo una questione economica, magari accentuata dalla cirsi, o c’è dell’altro? Forse un bisogno di comunità? Una nuova percezione del nucleo familiare? Che cosa significa oggi famiglia? Cosa significa casa?
Per chi è interessato ad approfondire questi argomenti consigliamo un testo pubblicato quest’anno dal titolo Le comunità di famiglie. Cohousing e nuove forme di vita familiare. Curato dalla sociologa Donatella Bramanti, il libro rappresenta la prima ricerca a livello nazionale su questi modelli abitativi comunitari che sembrano allargare al di fuori del nucleo familiare ristretto la possibilità di vivere l’esperienza del dono e della reciprocità.
Edito da FrancoAngeli, ne trovate qua una scheda dettagliata.
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------// 5 ottobre 2009 //--------

Poche cose più del nostro amato cuscino ci ricordano la comodità e l’intimità di casa nostra.
Peccato che crescendo non è più così facile convincere amici e partner a caricarlo in auto per portarcelo in vacanza insieme a valigie e bagagli vari. E’ vero: a cinque anni con i nostri genitori era tutto molto più accomodante. Evidentemente rinunciare al nostro cuscino in viaggio deve far parte delle rinunce della vita adulta.
Dovendoci quindi accontentare di tenercelo sul letto o sul divano di sala, possiamo almeno pensare di collezionare quelli che più ci rappresentano e che davvero ci fanno sentire a casa.
Ecco quindi un consiglio per i filobritannici e per gli amanti della città di Londra, in tutte le sue declinazioni.
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