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	<title>blog.casase.it &#124; se ciò che cerchi é sentirti a casa</title>
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		<title>Ovunque voi siate: regalate un libro</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 09:39:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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Leggere è spesso un modo per sentirsi a casa, soprattutto in viaggio su un mezzo (autobus, metro, treno, aereo&#8230;), oppure fermi dentro a certi non-luoghi di transito, in attesa. Un libro è uno scudo di protezione, ma è anche un ponte verso l&#8217;Altro: quante volte vi è capitato di sbirciare nella lettura in cui è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.casase.it/wp-content/uploads/2010/03/libri-segafredo1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2296" title="libri segafredo" src="http://blog.casase.it/wp-content/uploads/2010/03/libri-segafredo1.jpg" alt="" width="480" height="360" /></a></p>
<p><strong>Leggere</strong> è spesso un modo per sentirsi a casa, soprattutto <strong>in viaggio</strong> su un mezzo (autobus, metro, treno, aereo&#8230;), oppure fermi dentro a certi non-luoghi di transito, in attesa. Un <strong>libro</strong> è uno scudo di protezione, ma è anche un ponte verso l&#8217;Altro: quante volte vi è capitato di sbirciare nella lettura in cui è immerso il vostro <strong>vicino di viaggio</strong>?</p>
<p>A questo ha pensato <a href="http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/">Alberto Schiariti</a>, un giovane programmatore informatico toscano &#8211; non a caso pendolare tra Firenze, Prato ed Empoli &#8211; che ha organizzato un <strong>mega-bookcrossing</strong>, nato con un profilo su <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=265730285913">Facebook</a>.</p>
<p>Così se il prossimo 26 marzo vi capita che un passante vi regali un libro, non pensate che sia pazzo: è uno dei sostenitori di <strong>Leggere, leggere, leggere</strong>, che appunto invita a comprare un libro e donarlo ad una persona qualsiasi. Magari proprio al <strong>pendolare</strong> che sale da mesi alla fermata dopo la vostra e che vorreste finalmente conoscere.</p>
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		<title>La tua casa perde i pezzi? Riparala con i mattoncini Lego</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 09:13:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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I costi di manutenzione delle case e dei palazzi, si sa, non sono bassi. Mattoni, intonaco, tinta, manodopera e le vostre vacanze di Pasqua sono già rimandate all&#8217;anno prossimo. A meno che&#8230;
A meno che non prendiate esempio dal giovane artista tedesco Jan Vormann, classe 1983, che ormai in numerose città del mondo, da Berlino, a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://blog.casase.it/wp-content/uploads/2010/03/jan_vormann_lego1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2267" title="jan_vormann_lego" src="http://blog.casase.it/wp-content/uploads/2010/03/jan_vormann_lego1.jpg" alt="" width="600" height="275" /></a><br />
I costi di <strong>manutenzione delle case </strong>e dei palazzi, si sa, non sono bassi. Mattoni, intonaco, tinta, manodopera e le vostre <strong>vacanze di Pasqua</strong> sono già rimandate all&#8217;anno prossimo. A meno che&#8230;</p>
<p>A meno che non prendiate esempio dal giovane artista tedesco <strong>Jan Vormann</strong>, classe <strong>1983</strong>, che ormai in numerose città del mondo, da Berlino, a Tel Aviv a New York, va in giro riparando le crepe dei palazzi con coloratissimi mattoncini <strong>Lego</strong>.</p>
<p>Un approccio ludico ed economico al restauro che potrebbe sicuramente essere ereditato anche a casa vostra, magari rispolverando un vecchio <strong>baule di giocattoli</strong> tenuto per anni nella cantina di nonni o genitori o andando in qualche <strong>mercatino dell&#8217;usato </strong>della vostra città dove sicuramente non mancheranno scatoloni pieni dei famosi mattoncini.</p>
<p>Potete vedere tutte le immagini che documentano le azioni di <strong>street art</strong> di Jan Vormann sul sito <a href="http://www.dispatchwork.info/new-york/" target="_blank">dispatchwork.info</a></p>
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		<title>Private Flat: la tua casa per l&#8217;arte</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 08:22:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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Vivi a Firenze e hai a disposizione una casa, uno studio, un negozio, o anche semplicemente una stanza tutta per te? Benissimo, regalala all&#8217;arte.
Private Flat, giunto quest&#8217;anno alla sua sesta edizione, è una tre giorni di arte contemporanea che si svolge nel capoluogo toscano e permette ai singoli cittadini di partecipare attivamente, mettendo a disposizione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="size-full wp-image-2260 aligncenter" title="private_flat" src="http://blog.casase.it/wp-content/uploads/2010/03/private_flat1.jpg" alt="Installazione dalla scorsa edizione di Private Flat" width="400" height="267" /><br />
Vivi a <strong>Firenze</strong> e hai a disposizione una casa, uno studio, un negozio, o anche semplicemente una stanza tutta per te? Benissimo, regalala <strong>all&#8217;arte</strong>.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Private Flat</strong>, giunto quest&#8217;anno alla sua sesta edizione, è una tre giorni di <strong>arte contemporanea</strong> che si svolge nel capoluogo toscano e permette ai singoli cittadini di partecipare attivamente, mettendo a disposizione i propri spazi.<br />
Lo scorso anno l&#8217;arte contemporanea ha abitato in quattordici <strong>appartamenti</strong>, che i proprietari hanno letteralmente aperto ai visitatori come un vero e proprio <strong>spazio espositivo</strong>.</p>
<p>Il tema di questa edizione, <strong>Brucia Babilonia</strong>, rimanda all&#8217;urgenza della multiculturalità e del linguaggio, elemento che più di ogni altro caratterizza la propria specificità culturale.</p>
<p>Un&#8217;interessante iniziativa in ottica di scambio, dialogo, relazione, partecipazione.</p>
<p>Per avere informazioni su modalità di partecipazione e scadenze: <a href="http://www.privateflat.it./" target="_blank">www.privateflat.it</a></p>
<p>Photo Credit: <a href="http://www.nove.firenze.it/vediarticolo.asp?id=a9.10.01.14.46" target="_blank">nove.firenze.it</a></p>
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		<title>La valigia è light: basta poco per sentirsi a casa in viaggio</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 13:22:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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Se siete già alle prese con i preparativi per le vacanze di Pasqua e state già pensando a cosa mettere in valigia, vi conviene dare un&#8217;occhiata ai consigli del sito di onebag.com.
L&#8217;autore del progetto, che il Time Magazine ha definito &#8220;the go-light guru&#8221;,  si chiama Doug Dyment ed è un nomade per professione. Ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://blog.casase.it/wp-content/uploads/2010/03/valigia.jpg"><img class="size-full wp-image-2252 aligncenter" title="valigia" src="http://blog.casase.it/wp-content/uploads/2010/03/valigia.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Se siete già alle prese con i preparativi per le vacanze di Pasqua e state già pensando a cosa mettere in valigia, vi conviene dare un&#8217;occhiata ai consigli del sito di <a href="http://www.onebag.com/" target="_blank">onebag.com</a>.<br />
L&#8217;autore del progetto, che il <strong>Time Magazine</strong> ha definito <strong>&#8220;the go-light guru&#8221;, </strong> si chiama <strong>Doug Dyment</strong> ed è un nomade per professione. Ha vissuto in Canada, Inghilterra e Stati Uniti, spostandosi di città in città e viaggiando con frequenza per motivi di lavoro. Come afferma nella sua presentazione, è stato costretto a preparare numerose valigie, ognuna adatta a diversi mezzi di trasporto: aereo, treno, auto, nave, motocicletta. Quello che ha realizzato dopo anni di esperienza, è l&#8217;importanza del <strong>viaggiare leggeri</strong>.</p>
<p>Poche cose, ma razionali e ben organizzate, quanto basta per <strong>sentirsi a casa ovunque siamo</strong>. Nelle numerose sezioni del sito trovate consigli sulla scelta del tipo di valigia, gli oggetti indispensabili e come impacchettarli per occupare poco spazio.<br />
Perché il viaggio sia davvero un piacere e non una fonte di stress.</p>
<p>Photo Credit: Itomi su Flickr</p>
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		<title>Vitra Haus di Herzog &amp; de Meuron: oggetti in cerca di casa</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 08:21:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Cuttin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non è un museo, non è uno showroom, non è un negozio. E allora cos&#8217;è il Vitra Haus, ultimo fantasmagorico edificio voluto dal celebre marchio di design?
Progettato dallo studio Herzog &#38; de Meuron - lo stesso della Tate Modern di Londra e del Bird’s Nest stadium di Pechino &#8211; e pensato per ospitare la Home Collection [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://blog.casase.it/wp-content/uploads/2010/03/Vitrahaus_Herzog_and_de_Meuron_1.jpg"><img class="size-full wp-image-2243 aligncenter" title="Vitrahaus_Herzog_and_de_Meuron_1" src="http://blog.casase.it/wp-content/uploads/2010/03/Vitrahaus_Herzog_and_de_Meuron_1.jpg" alt="" width="594" height="279" /></a>Non è un museo, non è uno showroom, non è un negozio. E allora cos&#8217;è il <strong><a href="http://www.vitra.com/en-un/campus/vitrahaus/" target="_blank">Vitra Haus</a></strong>, ultimo fantasmagorico edificio voluto dal celebre marchio di design?</p>
<p>Progettato dallo studio <strong>Herzog &amp; de Meuron </strong>- lo stesso della Tate Modern di Londra e del Bird’s Nest stadium di Pechino &#8211; e pensato per ospitare la <strong>Home Collection</strong> del marchio <strong>Vitra,</strong> l&#8217;edificio unisce l&#8217;elemento archetipico della <strong>casa</strong>, che si presenta nella sua forma più semplice, quasi simbolica, e quello della sovrapposizione di volumi. Il risultato finale ha il fascino di uno spettacolare edificio pubblico unito all&#8217;accoglienza dello spazio casalingo.</p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-2242"></span><a href="http://blog.casase.it/wp-content/uploads/2010/03/Vitrahaus_Herzog_and_de_Meuron_2.jpg"><img class="size-full wp-image-2244 aligncenter" title="Vitrahaus_Herzog_and_de_Meuron_2" src="http://blog.casase.it/wp-content/uploads/2010/03/Vitrahaus_Herzog_and_de_Meuron_2.jpg" alt="" width="594" height="383" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18, il <strong>Vitra Haus</strong> si trova all&#8217;interno del <a href="http://www.vitra.com/en-un/campus/architecture-tour/" target="_blank">Campus di Weil am Rhein</a>, alle porte di Basilea, dove il marchio ha creato una concentrazione delle più grandi firme dell&#8217;architettura: Frank Gehry, Tadao Ando, Zaha Hadid, Nicholas Grimshaw, Alvaro Siza e Antonio Citterio, Jean Prouvé e Richard Buckminster Fuller.</p>
<p style="text-align: left;">Altre immagini dell&#8217;edificio su <a href="http://atcasa.corriere.it/Design-e-architettura/La-citta/2010/02/22/vitrahaus.shtml" target="_blank">At Casa</a>.</p>
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		<title>Sentirsi a casa nel mondo: un libro ci spiega come</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 10:38:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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Chi l&#8217;ha detto che lasciare la propria casa significa vivere in una condizione di sradicamento, smarrimento, incapacità di riconoscere cultura e abitudini del luogo dove ci siamo appena trasferiti?
Nel mondo globalizzato è possibile sentirsi a casa ovunque siamo. Ce lo spiega l&#8217;antropologo John Tomlinson, il primo a proporre una lettura del complesso e discusso fenomeno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste"></div>
<div><a href="http://blog.casase.it/wp-content/uploads/2010/02/strada.jpg"><img class="size-full wp-image-2236 aligncenter" title="strada" src="http://blog.casase.it/wp-content/uploads/2010/02/strada.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Chi l&#8217;ha detto che lasciare la propria casa significa vivere in una condizione di sradicamento, smarrimento, incapacità di riconoscere cultura e abitudini del luogo dove ci siamo appena trasferiti?</p></div>
<p>Nel mondo globalizzato è possibile sentirsi a casa <strong>ovunque siamo</strong>. Ce lo spiega l&#8217;antropologo <strong>John Tomlinson</strong>, il primo a proporre una lettura del complesso e discusso fenomeno della globalizzazione.<br />
Puntando l&#8217;accento su nuove prospettive cosmopolite, l&#8217;approccio del teorico britannico abbandona vecchi dualismi tra localismo e universalismo e offre invece l&#8217;opportunità di sentire sia i luoghi che abitiamo sia quelli fisicamente lontani come possibili case e spazi familiari.</p>
<p><strong>John Tomlinson</strong>, <em>Sentirsi a casa nel mondo, La cultura come bene globale</em>, Feltrinelli, Milano, 2001.</p>
<p>Sul sito dell&#8217;editore, trovate una <a href="http://www.feltrinellieditore.it/SchedaLibro?id_volume=1370373" target="_blank">scheda per approfondire.</a></p>
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		<title>On the street: quando la casa non c&#8217;è</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 15:11:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Dopo tanti post ad occuparci di casa, ora la nostra attenzione va a chi per definizione la casa non l&#8217;ha.
Ognuno di noi ha camminato a pochi centimetri da chi ha fatto del marciapiede la propria casa.
Keith Harris ha deciso di guardarli negli occhi, con il suo obiettivo: per due anni si è seduto a fianco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.casase.it/wp-content/uploads/2010/02/Schermata-2010-02-23-a-11.39.06.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-2215" title="Joe...joe on Wabash avenue-Chicago." src="http://blog.casase.it/wp-content/uploads/2010/02/Schermata-2010-02-23-a-11.39.06.png" alt="" width="603" height="482" /></a></p>
<p>Dopo tanti post ad occuparci di casa, ora la nostra attenzione va a chi per definizione la <strong>casa non l&#8217;ha</strong>.</p>
<p>Ognuno di noi ha camminato a pochi centimetri da chi ha fatto del marciapiede la propria casa.<br />
<strong>Keith Harris</strong> ha deciso di guardarli negli occhi, con il suo obiettivo: per due anni si è seduto a fianco a loro sul marciapiede, ha ascoltato le loro storie, ha ritratto i loro volti.</p>
<p>Alcuni di loro si aggirano come <strong>fantasmi</strong>, altri hanno un nome e conservano <strong>un&#8217;identità</strong>.</p>
<p>Alcuni di loro hanno <strong>perso la loro casa</strong>, altri hanno scelto di lasciarla facendo della città il loro <strong>tetto</strong> e il loro <strong>rifugio</strong>.</p>
<p><span id="more-2211"></span><br />
Lasciamo a voi lo spazio di interpretazione di immagini sicuramente toccanti. Le potete vedere interamente sul sito <a href="http://www.behance.net/Gallery/On-the-Street/265444" target="_blank">behance.net</a>, leggendo anche la descrizione dell&#8217;autore.</p>
<p><a href="http://blog.casase.it/wp-content/uploads/2010/02/1145171247656676.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2220" title="on the street#30...Little John and Joe on Wells street-Chicago." src="http://blog.casase.it/wp-content/uploads/2010/02/1145171247656676.jpg" alt="" width="600" height="480" /></a></p>
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		<title>A San Valentino scegli il baratto</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 08:42:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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Siamo alle porte di San Valentino e molti di voi, anche quelli più scettici e poco ricettivi alle festività, avranno fatto un pensiero su cosa vorrebbero ricevere come regalo. Inutile dire che una buona percentuale delle donne avrà immaginato che questa poteva essere l&#8217;occasione giusta per rinnovare il guardaroba. Ma, si sa, San Valentino è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2203" title="abiti" src="http://blog.casase.it/wp-content/uploads/2010/02/abiti.jpg" alt="" width="500" height="329" /><br />
Siamo alle porte di <strong>San Valentino</strong> e molti di voi, anche quelli più scettici e poco ricettivi alle festività, avranno fatto un pensiero su cosa vorrebbero ricevere come regalo. Inutile dire che una buona percentuale delle donne avrà immaginato che questa poteva essere l&#8217;occasione giusta per rinnovare il guardaroba. Ma, si sa, <strong>San Valentino</strong> è festività sfuggente e spesso deludente: magari siete single, magari voi e il vostro partner non amate festeggiarlo, oppure lo fate, ma voi sapete già che sul regalo dovrete chiudere un occhio.</p>
<p style="text-align: left;">E allora, come saziare senza grandi costi la vostra voglia di dare un cambio al guardaroba? Basta fare un salto da <strong>Barattiamo?</strong>, lo <strong>swap shop</strong> della capitale.</p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-2201"></span><br />
<a href="http://www.barattiamo.org/" target="_blank">Barattiamo? </a>vi offre infatti la possibilità di portare un abito di cui vi siete stufate ma che ancora è in ottima forma e barattarlo con quello, di simile valore, che vi piace di più. Con un arredo chic e una selezione interessante sugli abiti e gli accessori da tenere in negozio, <strong>Barattiamo?</strong> propone uno shopping quasi gratuito di ottima qualità.<br />
Perché quasi? Per coprire le spese di esercizio commerciale e di tintoria <strong>Barattiamo? </strong>fa pagare un piccolo servizio, a seconda della categoria dell&#8217;abito o dell&#8217;accessorio in questione, che va dai 13 ai 20 euro. Una piccola spesa che può sicuramente valere la pena nell&#8217;ottica di tornare a casa con un abito originale da sfoggiare alla prima occasione.<br />
Le fashion victim non hanno che da provare.</p>
<p style="text-align: left;">Photo Credit: <a href="http://www.flickr.com/photos/theboybg/4179334058/" target="_blank">Theboybg su Flickr</a></p>
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		<title>Communicative Coffee Table: la pausa caffè diventa interattiva</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 10:38:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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Ha l&#8217;aspetto di un simpatico slider il tavolino da caffè con lavagna incorporata che permette di annotare sul momento qualsiasi pensiero in forma di parole o di immagini. Non solo. Spostando i nove pannelli che compongono la superficie è possibile creare più messaggi da rivelare solo al momento giusto.
Se caffè e scrittura sono quello che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2194" title="coffee_table" src="http://blog.casase.it/wp-content/uploads/2010/02/coffee_table.jpg" alt="" width="441" height="309" /><br />
Ha l&#8217;aspetto di un simpatico slider il tavolino da caffè con <strong>lavagna</strong> incorporata che permette di annotare sul momento qualsiasi pensiero in forma di parole o di immagini. Non solo. Spostando i nove pannelli che compongono la superficie è possibile creare più messaggi da rivelare solo al momento giusto.</p>
<p>Se caffè e scrittura sono quello che più vi fa sentire a casa, questo tavolino progettato da <strong>Di Wu</strong> sarebbe sicuramente perfetto per voi.</p>
<p>Via | <a href="http://www.yankodesign.com/2010/01/26/talkative-table/" target="_blank">Yanko Design</a></p>
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		<title>L&#8217;orto a distanza: essere coltivatori non è mai stato così facile</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 11:54:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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Se siete anche voi appassionati coltivatori di Farmville, il social game che impazza da mesi su Facebook, apprezzerete sicuramente l&#8217;interessante iniziativa dell&#8217;azienda agricola Giacomo Ferraris, che offre la possibilità di coltivare un &#8220;orto a distanza&#8221;.


Attraverso il sito le verdure del mio orto, potete infatti coltivare la vostra cassetta di ortaggi, rigorosamente di stagione, direttamente dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste"><a href="http://blog.casase.it/wp-content/uploads/2010/01/orto_distanza.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2188" title="orto_distanza" src="http://blog.casase.it/wp-content/uploads/2010/01/orto_distanza.jpg" alt="" width="432" height="279" /></a><br />
Se siete anche voi appassionati coltivatori di <strong>Farmville</strong>, il social game che impazza da mesi su <strong>Facebook</strong>, apprezzerete sicuramente l&#8217;interessante iniziativa dell&#8217;azienda agricola <strong>Giacomo Ferraris</strong>, che offre la possibilità di coltivare un <em>&#8220;orto a distanza&#8221;.</p>
<p></em></p>
</div>
<div id="_mcePaste">Attraverso il sito <a href="http://www.leverduredelmioorto.it/" target="_blank">le verdure del mio orto</a>, potete infatti coltivare la vostra cassetta di ortaggi, rigorosamente di stagione, direttamente dal divano, proprio come in <strong>Farmville</strong>.<br />
Unica differenza? La cassetta di verdure verrà realmente recapitata a casa, pronta per essere trasformata in gustosi piatti da condividere con familiari, amici e coinquilini.</div>
<div></div>
<div>Via | <a href="http://www.ecoblog.it/post/9584/coltivare-lorto-a-distanza-non-e-farmville" target="_blank">EcoBlog</a></div>
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