World’s Mothers: il Paesi dove è più facile o difficile essere donna, secondo Save the children
Pubblicato in sharing, spazio condiviso | 19 lug 2012
Nascere donna, anche nelle società più moderne e evolute, non è semplice. Anche laddove esistono – o dovrebbero esistere – pari diritti e opportunità, le rappresentati del sesso femminile patiscono spesso trattamenti differenti dai loro compagni uomini, e questo sia sul luogo di lavoro, con incarichi e stipendi minori, sia nella vita di tutti i giorni, che spesso vede l’immagine e i ruoli della donna ottenebrati dall’ombra dello stereotipo.
Ma esistono luoghi nel mondo dove un fiocco rosa da appendere alla porta è tutt’altro che ben accolto ed è, anzi, presagio di difficoltà ben peggiori per la nuova nata. Limitato accesso al cibo e all’educazione scolastica, ridotte aspettative di vita, in alcuni casi trattamenti fisici e psichici oltre il limite del disumano…
Save the Children pubblica ogni anno una ricerca intitolata State of the World’s Mothers, che mette in relazione la qualità della vite delle donne in 165 Paesi (per la maggior parte paesi in via di sviluppo) in base a elementi come lo status economico, l’accesso all’educazione, l’uso di contraccettivi, l’assistenza medica durante la gravidanza e molto altro. Una ricerca molto scrupolosa e particolareggiata, riassunta con estrema fedeltà dall’infografica realizzata per The National Post.
Ad offrire meglio condizioni al genere femminile sono i paesi scandinavi, con standard di vita al top tra i paesi sviluppati per anni di vita, istruzione, utilizzo dei contraccettivi, maggiori “quote rosa” nelle alte sfere decisionali e minore discrepanza nella retribuzione rispetto ai colleghi uomini. Ad occupare i gradini più bassi nella classifica dei “paesi sviluppati” sono Macedonia, Montenegro e Albania, mentre gli Stati Uniti si aggiudicano il 19° posto (dietro al Canada) e la nostra Italia solo il 25°.
Israele primeggia nella classifica tra le “Less developed countries”, seguito da Barbados, Cuba e Cipro, Cina e Brasile (12° e 13° posto). Chiudono questa classifica Iraq e Corea del Nord.
Tra i paesi meno sviluppati e più ostili nei riguardi del gentil sesso troviamo al primo posto il Bhutan, dove solo il 31% della popolazione femminile utilizza la contraccezione per il controllo delle nascite, gli anni di istruzione sono in media 12 e l’aspettativa di vita è 70 anni. Chiude questa triste sezione la Somalia, dove la vita è più dura per le donne, con l’1% dell’utilizzo di contraccezione, 53 anni di vita, 2 anni d’istruzione, il 7% di cariche decisionali affidate alle donne e un divario tra stipendi legati ai generi non calcolabile.
Per leggere l’intero rapporto e scoprire in quali parti del mondo il rosa pare essere un colore odiato, cliccate qui.
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