Platter of Friendship: l’amicizia si gusta a tavola, come insegna l’Ungheria

Pubblicato in design&decor, relazioni | 02 lug 2012

Sin dall’alba dei tempi la consuetudine della condivisione del cibo ha accomunato e avvicinato le persone di ogni latitudine. Mettere a disposizione degli altri la propria tavola, il frutto del proprio lavoro (di caccia, di coltura e di allevamento così come artigianale o impiegatizio), la fonte stessa delle vita e dei piaceri del palato e della mente, è da sempre uno dei più forti simboli di fratellanza.

Per questo motivo gli artisti della progettazione di oggetti che rendono più piacevole lo stare in casa hanno da sempre giocato molto sul concetto della condivisione del cibo e sulle tradizioni ad esso legate. E l’idea, dal canto suo già incredibilmente potente e significativa, ha trovato negli anni e nelle diverse culture delle forme più o meno affascinanti. Dall’incontro tra innovazione e tradizione sono nati oggetti capaci di soddisfare anche i palati più esigenti.

Prende spunto dalla tradizione ungherese dei piatti dell’amicizia – piatti da portata da usare per condividere il cibo in occasioni speciali come nascite, feste e ricorrenze religiose – la serie Platter of Friendship, ideata e creata dallo studio di design Dombon-a-tanya di Budapest.

Otto piatti di diverse dimensioni sono stai studiati per permettere ai padroni di casa di presentare e servire i cibi in abbinamento in modo elegante e particolarmente affascinante. Ogni piatto è infatti stato progettato in modo da poter mantenere in equilibro diversi cibi poggiandosi su bottiglie, pagnotte e altri tipi di oggetti alimentari.

E non solo di grazie ed equilibrio si tratta, ma dell’accostamento di sapori e caratteri, dell’avvicinamento di preferenze (culinarie, ma non solo), dell’incontro tra personalità, tradizioni, culture, tecniche che è sempre alla base di un buon piatto così come di un perfetto momento d’amicizia. A tavola e non!

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