Alla scoperta delle meraviglie dell’italiano con l’Ufficio resurrezione delle parole smarrite
Pubblicato in racconti, tempo libero | 25 giu 2012
Le parole sono formule potenti, descrivono la realtà che ci circonda, qualche volta la creano. Consentendoci di individuare una porzione di senso, di delimitarla rispetto al resto dell’universo significante e di battezzare ogni concetto con un nome tutto suo, le parole ci regalano un modo semplice ma al tempo stesso creativo per concepire il mondo nelle sue meravigliose e infinite sfumature.
È ormai un cliché giornalistico il fatto che gli inuit posseggano un numero straordinariamente alto di parole per descrivere la neve nei sui tanti stati e attività. Ma la possibilità di fare appello a una parola diversa per ogni tipo di nevicata (“neve che cade”, “fiocco di neve”, “cumulo di neve”, “neve soffice” neve granulosa”, etc) non è solo un privilegio puramente lessicale: rappresenta la possibilità concettuale di notare e riferirsi al cadere o all’essere della neve nei sui tanti stati. Una ricchezza, insomma. Una ricchezza radicata in ogni specifica terra e cultura.
Anche l’italiano, lingua cantata e colorita per definizione, è un idioma ricco di preziosità. Parole che, nel descrivere il loro significato, dicono anche molto di noi, del modi di agire e pensare, delle età e delle genti che si sono avvicendate nei secoli, di quel preciso e unico modo di stare al mondi che, nel bene o nel male, ci rende inconfondibili e insostituibili.
Per questo motivo segnaliamo con estremo piacere l’Ufficio resurrezione delle parole smarrite, cioè Ente preposto al recupero di parole smarrite, benché utilissime alla vita sulla terra. Nato da un’idea della pubblicitaria e creativa Sabrina D’Alessandro, preoccupata della perdita delle potenzialità espressive del linguaggio e interessata a conservare le parole meno usate ma spesso più specifiche e colorite nella lingua italiana, l’Ufficio si occupa di mantenere memoria dei vocaboli ormai in disuso nel nostro vocabolario.
Come si legge nella descrizione del progetto “L’operato dell’Ufficio resurrezione di fonda sull’idea che la ricchezza di linguaggio significa innanzitutto ricchezza dell’immaginario. La sua azione è preposta alla diffusione di parole dimenticate e si sviluppa attraverso opere volte a esprimere la bellezza a di queste parole, a loro personalità e il valore delle idee in esse contenute“.
Sul sito internet dell’Ufficio resurrezione delle parole smarrite potrete trovare il Cimitero delle parole altrimenti defunte, tempio della memoria dove potrete andare a fare visita ai vocaboli che, ahinoi!, non hanno retto al castigo del tempo e delle mode. Un luogo fisco (esiste veramente!) ma dall’alto valore simbolico poiché laddove esiste il ricordo, esiste anche la possibilità di rinascita.
Il lavoro dell’Ufficio resurrezione è stato tradotto anche in un bel volume illustrato, Il libro delle parole altrimenti smarrite, delizioso e stimolante promemoria linguistico per chiunque voglia combattere l’appiattimento sterile del linguaggio globale a favore di un prolifica, generosa, prismatica, variopinta concezione e lessicalizzazione del mondo.
tag: Cimitero delle parole altrimenti defunte, Il libro delle parole altrimenti smarrite, immaginazione, lessico, lingua italiana, linguaggi di comunicazione, linguaggio, Sabrina d'alessandro, sabrina d'alessandro Ufficio resurrezione delle parole smarrite, Ufficio resurrezione delle parole smarrite







