La Fattoria dei clochard alla riscossa: una casa per tornare alla società

Pubblicato in case, racconti | 22 giu 2012

Dalla strada alle colline toscane. Dodici clochard, nove milanesi e tre pistoiesi, prenderanno in gestione un casale a Serravalle Pistoiese per trasformarlo in un agriturismo. Si chiamerà Fattoria dei clochard alla riscossa. Per un anno i senzatetto si prenderanno cura degli animali, del frutteto e delle stanze. E per farlo, riceveranno un compenso mensile di 650 euro (più vitto e alloggio) stabilito da un regolare contratto di lavoro.

I proprietari del casale risalente al Quattrocento, i coniugi Angelo Garda e Silvana Bulgari, hanno deciso di restaurare l’immensa struttura (580 metri quadrati più 67.500 metri quadrati di terreno) per destinarne una parte per scopi sociali. Poi si sono rivolti all’associazione Clochard alla riscossa, fondata otto anni fa dal sociologo ed ex senzatetto Wainer Molteni, consulente del comune di Milano per il reintegro sociale.

L’operazione è stata resa possibile grazie al finanziamento di un anonimo e “assai noto” benefattore milanese, che finanzierà il progetto fino a quando non sarà autonomo sul piano finanziario. “C’è anche un’Italia buona” – spiega Wainer. “Ma si tratta solo di un prestito. Il posto sarà gestito in maniera aziendale. Con i guadagni pagheremo gli stipendi ai lavoratori e tutto ciò che occorre per portare avanti l’attività. Poi restituiremo la somma che ci è stata anticipata”. Per gli (ex) clochard sarà previsto un piano di accantonamento economico che li porterà alla scadenza dei 12 mesi di contratto, a essere pronti per il reinserimento sociale.

L’associazione Clochard alla riscossa non nuova a iniziative di questo tipo. Ogni domenica organizza in piazza Fontana a Milano la “mensa sotto le stelle”, gratuita per i poveri e, per dirla con le parole del fondatore, per i “nuovi poveri”.

“Io ho una laurea in sociologia, un dottorato in criminologia e un master”, racconta Wainer. “Prima lavoravo per una catena di supermercati, settore risorse umane. L’azienda ha chiuso dal lunedì al venerdì e, anche per altri problemi, sono stato costretto a vivere per strada”.

Tra gli altri progetti, il servizio chef&catering a domicilio, un’iniziativa in cui i cuochi senzatetto cucinano direttamente a casa dei clienti. “I prodotti – continua – provengono da una cascina in provincia di Pontremoli, sull’Appennino tosco-emiliano. Abbiamo in mente di creare una comune agricola per dare lavoro a chi ha problemi con le dipendenze”.

Un’iniziativa simile nascerà anche a Zeme Lomellina, nel Pavese, dove un cascinale di 8700 metri quadrati sarà ristrutturato e preso in gestione da senzatetto.

Post originale: Wired.it

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