Slow reading: la lentezza come modo di godere appieno della lettura e della vita
Pubblicato in coccole, racconti, sharing, tempo libero | 30 gen 2012
La qualità della vita di molti di noi è, oggi, influenzata dalla velocità con cui scorrono le nostre giornate. Spesso la frenesia di cui siamo oggetti (e soggetti) non ci lascia nemmeno il tempo di rispondere in modo ponderato alle domande: “Dove e come posso vivere meglio? Sentirmi a mio agio? Assaporare al meglio la vita?”.
Come da molti, e in molti ambiti, viene oggi suggerito, è proprio nel concetto di “lentezza” che potrebbe stare la risposta al nostro desiderio di riappropriazione della nostra vita. E non a caso hanno già fatto breccia nel cuore e nella quotidianità di moltissime persone movimenti come Slow Food, che invita a assaporare al 100% tutte le fasi della fruizione di cibo, dalla coltivazione alla cucina; Slow Travel, per chi viaggia a passo di tartaruga per cogliere tutti i particolari dei luoghi che visita; la Giornata mondiale della lentezza e altri.
Di lentezza, stavolta applicata alla lettura, ha recentemente iniziato a parlare anche il movimento dello Slow Reading, che partendo dall’America e passando per Inghilterra, sta coinvolgendo la comunità dei lettori, scrittori, accademici, critici e librai di tutto il mondo in una rivoluzione dei ritmi di vita che parte, appunto, dal libro.
Un ripensamento dei modi e tempi di lettura che predilige i tomi ai manualetti tascabili, invita alla cura del tempo dedicato ai libri, rifiuta la lettura rapida e superficiale che non consente di capire e interiorizzare ciò che viene scritto. Un nuovo modo di intendere la fruizione dell’opera scritta che non coinvolge solo le consuetudini di lettura, ma anche l’utilizzo dei differenti media a disposizione: quelli digitali vengono in generale criticati perché ispirano una lettura veloce e incompleta, con esempi eclatanti come i classici della letteratura internazionale riassunti in 140 caratteri su Twitter.
In Italia, a tenere alta la bandiera della lettura e scrittura a ritmo lento è Slowbook, un progetto nato nel 2004 che lavora per promuovere la produzione e circolazione di ottimi prodotti editoriali grazie a un’intensificazione dei rapporti fra editori, scrittori, critici, giornelisti, librerie indipendenti e lettori. Per buoni libri, Slowbook intende prodotti a elevato valore aggiunto, cioè nati da un lavoro accurato e meticoloso, dunque lento, e pubblicati in seguito a adeguate attività di ricerca, attività redazionale, traduzione, controllo delle fonti e rigore formale.
Se volete saperne di più sul nostrano Slowbook, vi suggeriamo di leggere il manifesto e i contenuti presenti sul sito internet dell’associazione, un punto di riferimento delocalizzato per i partecipanti al progetto. Per saperne di più sul movimento dello Slow Reading ingenerale segnaliamo invece il libro Slow Reading di John Miedena, vera pietra miliare del movimento, il blog Slow Reading di Tracy Seely.
A chi ama prendersi il giusto tempo per approfondire letture e argomenti ma non vuole rinunciare alla comodità dei mezzi digitali segnaliamo infine Instapaper, sito e applicazione, un servizio che tiene memoria degli articoli e delle pagine web che si desidera leggere in tutta calma alla sera o nei momenti di pausa.
Leggere con lentezza, vivere con lentezza. È possibile la riappropriazione di un ritmo di vita memo concitato sia la risposta all’ormai pressante desiderio di riappropriazione della propria vita, passioni e luoghi compresi? Lentezza non come ozio o lungaggine, non come perdita di tempo, ma come tempo necessario a assaporare pienamente ogni parola, pagina e tutto il senso dell’intero libro. Una lentezza “attiva” dunque, non mollemente adagiata su sé stessa ma vivacemente dedita a rendere più denso, significativo, vissuto ogni momento della nostra esistenza.
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