Where they create: un viaggio alla ricerca dei luoghi della creatività
Pubblicato in case, sharing, spazio condiviso, valigia | 17 gen 2012
La creatività, si è soliti pensare, risiede solo nella mente. È pensiero, logica, guizzo, talento: è fatta di materia impalpabile e, insomma, per definizione non può essere contenuta né confinata in alcun luogo. Eppure esistono dei posti (camere, paesaggi naturali, centri urbani o culturali…) che alla creatività sembrano essere davvero legati da una relazione di compresenza, o di causa-effetto, che lascia pochi dubbi: i luoghi della creatività esistono, eccome.
E allora, quali sono questi luoghi? È possibile classificarli, definirli, indicarli? È questo lo scopo del progetto fotografico Where they create del fotografo/viaggiatore Paul Barbera, il quale ha visitato e immortalato ben 32 studi creativi sparsi per tutto il globo.
Gli scenari fotografati, corredati da una breve descrizione, sono stati prima raccolti nel sito internet wheretheycreate.com e poi in un libro omonimo dove tutti gli angoli più interessanti e d’ispirazione di ogni studio hanno trovato il loro giusto rilievo.
Nessuna corrispondenza, a una prima visione, tra le scaffalature, gli arredi, le finestre, gli spazi dei differenti luoghi di lavoro. Se non, forse, un’atmosfera un po’ solenne e un po’ misteriosa, quasi sospesa, traccia intangibile di quel flusso mentale disordinatamente orientato da molti chiamato creatività.
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