Consumo collaborativo: il nuovo acquisto che fa bene all’ambiente, al portafogli e alla comunità
Pubblicato in natura, servizi, sharing | 15 feb 2011
Il Pianeta è sempre più saturo di merci inutilizzate e rifiuti, il costo della vita sale negando ai più un buon numero di piaceri, i vecchi meccanismi di mercato cigolano sotto il peso di un’attualità che minaccia di diventare anche più gravosa per le generazioni future. La vita contemporanea necessità di nuovi modi di possedere, di nuove idee, di un nuovo concetto di possesso.
Sono le premesse da cui sta prendendo piede il cosiddetto ‘consumo collaborativo‘, cioè la nuova scuola di pensiero (e azione!) che utilizza i pregi dell’affitto collettivo per sanare le pecche di una proprietà esclusiva sempre più difficile da ottenere. La filosofia del nuovo trend è ben chiara in libri come L’era dell’accesso di Jeremy Rifkin o il più recente What’s Mine is Yours di Rachel Botsman, ma è il successo della pratica a lasciare di stucco!
Campione indiscusso del nuovo fenomeno è Netflix, una società che ha rivoluzionato il noleggio dei film dando ai clienti la possibilità di scegliere online tutti i dvd che vogliono e di farseli recapitare direttamente a casa insieme a una busta preaffrancata per la restituzione. Il tutto per meno di 10 dollari al mese! Ma la nuova società del noleggio non si limita ai film: affitta auto (Zipcar) e biciclette (Vélib), scambia oggetti (Zilok), passaggi in auto (Zimride) e ospitalità (CouchSurfing), mette in circolo libri, cd (Swaptree) e persino la terra da lavorare (Shared Earth).
Una moda economica ed ecologica dunque, ma anche in parte terapeutica per tutti coloro che vivono l’acquisto di un nuovo oggetto in maniera gravosa. Grazie al consumo collettivo d’ora in poi anche le cose più futili (dai giocattoli alle borse costose) potranno entrare a far parte del nostro mondo per un po‘ di tempo, riempendo la nostra vita senza svuotare troppo il nostro conto in banca.
Via | La Repubblica
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