“Vivo Altrove”: storie e racconti dal mondo degli Out-of-home

Pubblicato in relazioni, valigia | 16 lug 2010

Si decide di partire: un buon titolo di studio in tasca, un computer portatile in valigia e una massiccia dose di speranza a tracolla. E si entra a far parte della sempre più nutrita tribù degli “Out-of-home”: quelli che se ne vanno. Alle spalle percorsi di studio e di esperienze professionali – da stagista o in multiformi precarietà – spesso già consumate lontano dalla famiglia e dai luoghi di origine. La vita diventa un mosaico di città, amicizie, legami, stanze in affitto e case.

A raccontare le storie, spesso appese al filo del web e del cellulare, di questa generazione in fuga, di giramondo dalle vite molto flessibili - in controtendenza coi tanto vituperati “bamboccioni” - ci pensa il libro “Vivo altrove”, pubblicato da Bruno Mondadori un paio di mesi fa. L’autrice, Claudia Cucchiaro,  può ben rappresentare la categoria: giornalista di Treviso, classe 1979, vive a Barcellona dal 2005, da dove collabora con varie testate e tiene un blog, “Barcellona, Italia” nello spazio on line de “L’Unità”.

Il libro è nato per dar voce a quelli che come lei hanno deciso di abbandonare l’Italia e trasferirsi altrove, in cerca di nuove possibilità per dare sostanza ai propri sogni. Di quelli che arrivano in una città che non gli appartiene per nascita e che spesso non conoscono, imparando presto ad adattarsi alle novità. A volte si incrociano con l’anima gemella e finiscono col mixare anche 3 diverse culture: quella di lei, quella di lui, quella del luogo dove hanno scelto di vivere.

Si lega al libro della Cucchiaro, l’omonimo blog, che mantiene aperta la discussione e raccoglie le testimonianze (video, racconti, immagini) della generazione senza-radici, che si sente a casa nel luogo del mondo dove riesce a imbastire la propria realizzazione.

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