Crisi degli alloggi? A Pechino arrivano le case-capsule

Pubblicato in case, design&decor, valigia | 14 lug 2010

A giudicare dalle foto più che di case, si dovrebbe parlare di “gabbie”. Certo non la pensa così Huang Rixin, un ingegnere cinese in pensione, che ha avuto l’idea di ricavare da un trilocale di una ventina di mq, in otto (sì, avete letto bene: otto) micro-appartamenti. Ma davvero “micro”: 2,4 metri di lunghezza, 2 di altezza e meno di un metro (0.72 o o,92 mt) di larghezza.

In quelle che sono state subito ribattezzate “case-capsule” c’è posto per un letto (sotto c’è uno spazio dove si può mettere una valigia), un tavolino, un ventilatore, due prese elettriche e una connessione wireless. “Confortevole non vuol dire la stessa cosa per tutti”, come dice l’anziano ingegnere, soprattutto se sei uno studente e vivi a Zhongguancun, distretto tecnologico dell’aerea di Pechino, dove gli affitti da pagare sono oltremodo esorbitanti. La casa-cella costa solo una trentina di euro al mese.

Diciamo pure che gli orientali non sono nuovi agli spazi abitativi less than minimal (leggi: Capsule Hotel), legati alla provvisorietà della sosta. Quindi l’idea di Rixing – che per ora ha affittato tre gruppi di appartamenti da poco più di un mese – è vista più come un’accettabile soluzione momentanea, soprattutto per chi è appena arrivato nella capitale per studio o per lavoro.
Il concetto di “casa” davvero non ha confini.

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