A Roma, l’arte del XXI secolo ha trovato una MAXXI-casa

Pubblicato in spazio condiviso, tempo libero | 18 giu 2010

Ci sono voluti 13 anni di lavori e 150 milioni di euro. Finalmente il nuovo spazio espositivo progettato da Zaha Hadid, l’archistar angloirachena, ha da poco aperto le porte al pubblico. Il MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo, un edificio-gioiello di cemento grezzo, si candida a diventare una nuova mecca per l’arte e l’architettura contemporanee.

Insieme alle opere, protagonisti sono anche gli spazi “optical” di Hadid, con intrecci di gallerie curvilinee, balconate a sbalzo sulla città e un foyer scultoreo su più livelli. Per il debutto in società, il MAXXI ha inaugurato contemporaneamente ben 4 mostre, mettendo subito in chiaro il carattere multidisciplinare del primo museo nazionale dedicato alla creatività contemporanea.

In “Spazio”, ottanta opere della collezione permanente dialogano con le installazioni di dieci architetti, studi internazionali e con “Geografie Italiane”, un’opera lunga 40 metri che racconta storie e persone dell’architettura italiana dal secondo Novecento ad oggi. La retrospettiva “Gino De Dominicis. L’immortale” rende invece omaggio ad un avanguardistico artista, pieno di mistero e provocazione. Per “Mesopotamian Drammaturgies” sono presentati 8 video di Kutlug Ataman, girati nelle zone più arretrate della Turchia. Infine “Luigi Moretti Architetto. Dal razionalismo all’informale” indaga gli intrecci tra arte e progettazione architettonica.
Dopo la maratona, ci si può rifrancare bevendo qualcosa all’Art Cafè.

Per chi si sente a casa, dentro a spazi abitati dall’arte.


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