Sentirsi a casa nel mondo: un libro ci spiega come

------// 25 febbraio 2010 //--------

Chi l’ha detto che lasciare la propria casa significa vivere in una condizione di sradicamento, smarrimento, incapacità di riconoscere cultura e abitudini del luogo dove ci siamo appena trasferiti?

Nel mondo globalizzato è possibile sentirsi a casa ovunque siamo. Ce lo spiega l’antropologo John Tomlinson, il primo a proporre una lettura del complesso e discusso fenomeno della globalizzazione.
Puntando l’accento su nuove prospettive cosmopolite, l’approccio del teorico britannico abbandona vecchi dualismi tra localismo e universalismo e offre invece l’opportunità di sentire sia i luoghi che abitiamo sia quelli fisicamente lontani come possibili case e spazi familiari.

John Tomlinson, Sentirsi a casa nel mondo, La cultura come bene globale, Feltrinelli, Milano, 2001.

Sul sito dell’editore, trovate una scheda per approfondire.

On the street: quando la casa non c’è

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Dopo tanti post ad occuparci di casa, ora la nostra attenzione va a chi per definizione la casa non l’ha.

Ognuno di noi ha camminato a pochi centimetri da chi ha fatto del marciapiede la propria casa.
Keith Harris ha deciso di guardarli negli occhi, con il suo obiettivo: per due anni si è seduto a fianco a loro sul marciapiede, ha ascoltato le loro storie, ha ritratto i loro volti.

Alcuni di loro si aggirano come fantasmi, altri hanno un nome e conservano un’identità.

Alcuni di loro hanno perso la loro casa, altri hanno scelto di lasciarla facendo della città il loro tetto e il loro rifugio.

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A San Valentino scegli il baratto

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Siamo alle porte di San Valentino e molti di voi, anche quelli più scettici e poco ricettivi alle festività, avranno fatto un pensiero su cosa vorrebbero ricevere come regalo. Inutile dire che una buona percentuale delle donne avrà immaginato che questa poteva essere l’occasione giusta per rinnovare il guardaroba. Ma, si sa, San Valentino è festività sfuggente e spesso deludente: magari siete single, magari voi e il vostro partner non amate festeggiarlo, oppure lo fate, ma voi sapete già che sul regalo dovrete chiudere un occhio.

E allora, come saziare senza grandi costi la vostra voglia di dare un cambio al guardaroba? Basta fare un salto da Barattiamo?, lo swap shop della capitale.

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Communicative Coffee Table: la pausa caffè diventa interattiva

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Ha l’aspetto di un simpatico slider il tavolino da caffè con lavagna incorporata che permette di annotare sul momento qualsiasi pensiero in forma di parole o di immagini. Non solo. Spostando i nove pannelli che compongono la superficie è possibile creare più messaggi da rivelare solo al momento giusto.

Se caffè e scrittura sono quello che più vi fa sentire a casa, questo tavolino progettato da Di Wu sarebbe sicuramente perfetto per voi.

Via | Yanko Design

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