------// 10 marzo 2010 //--------

I costi di manutenzione delle case e dei palazzi, si sa, non sono bassi. Mattoni, intonaco, tinta, manodopera e le vostre vacanze di Pasqua sono già rimandate all’anno prossimo. A meno che…
A meno che non prendiate esempio dal giovane artista tedesco Jan Vormann, classe 1983, che ormai in numerose città del mondo, da Berlino, a Tel Aviv a New York, va in giro riparando le crepe dei palazzi con coloratissimi mattoncini Lego.
Un approccio ludico ed economico al restauro che potrebbe sicuramente essere ereditato anche a casa vostra, magari rispolverando un vecchio baule di giocattoli tenuto per anni nella cantina di nonni o genitori o andando in qualche mercatino dell’usato della vostra città dove sicuramente non mancheranno scatoloni pieni dei famosi mattoncini.
Potete vedere tutte le immagini che documentano le azioni di street art di Jan Vormann sul sito dispatchwork.info
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------// 5 marzo 2010 //--------

Vivi a Firenze e hai a disposizione una casa, uno studio, un negozio, o anche semplicemente una stanza tutta per te? Benissimo, regalala all’arte.
Private Flat, giunto quest’anno alla sua sesta edizione, è una tre giorni di arte contemporanea che si svolge nel capoluogo toscano e permette ai singoli cittadini di partecipare attivamente, mettendo a disposizione i propri spazi.
Lo scorso anno l’arte contemporanea ha abitato in quattordici appartamenti, che i proprietari hanno letteralmente aperto ai visitatori come un vero e proprio spazio espositivo.
Il tema di questa edizione, Brucia Babilonia, rimanda all’urgenza della multiculturalità e del linguaggio, elemento che più di ogni altro caratterizza la propria specificità culturale.
Un’interessante iniziativa in ottica di scambio, dialogo, relazione, partecipazione.
Per avere informazioni su modalità di partecipazione e scadenze: www.privateflat.it
Photo Credit: nove.firenze.it
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------// 3 marzo 2010 //--------

Se siete già alle prese con i preparativi per le vacanze di Pasqua e state già pensando a cosa mettere in valigia, vi conviene dare un’occhiata ai consigli del sito di onebag.com.
L’autore del progetto, che il Time Magazine ha definito “the go-light guru”, si chiama Doug Dyment ed è un nomade per professione. Ha vissuto in Canada, Inghilterra e Stati Uniti, spostandosi di città in città e viaggiando con frequenza per motivi di lavoro. Come afferma nella sua presentazione, è stato costretto a preparare numerose valigie, ognuna adatta a diversi mezzi di trasporto: aereo, treno, auto, nave, motocicletta. Quello che ha realizzato dopo anni di esperienza, è l’importanza del viaggiare leggeri.
Poche cose, ma razionali e ben organizzate, quanto basta per sentirsi a casa ovunque siamo. Nelle numerose sezioni del sito trovate consigli sulla scelta del tipo di valigia, gli oggetti indispensabili e come impacchettarli per occupare poco spazio.
Perché il viaggio sia davvero un piacere e non una fonte di stress.
Photo Credit: Itomi su Flickr
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------// 1 marzo 2010 //--------
Non è un museo, non è uno showroom, non è un negozio. E allora cos’è il Vitra Haus, ultimo fantasmagorico edificio voluto dal celebre marchio di design?
Progettato dallo studio Herzog & de Meuron - lo stesso della Tate Modern di Londra e del Bird’s Nest stadium di Pechino – e pensato per ospitare la Home Collection del marchio Vitra, l’edificio unisce l’elemento archetipico della casa, che si presenta nella sua forma più semplice, quasi simbolica, e quello della sovrapposizione di volumi. Il risultato finale ha il fascino di uno spettacolare edificio pubblico unito all’accoglienza dello spazio casalingo.
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------// 25 febbraio 2010 //--------
Chi l’ha detto che lasciare la propria casa significa vivere in una condizione di sradicamento, smarrimento, incapacità di riconoscere cultura e abitudini del luogo dove ci siamo appena trasferiti?
Nel mondo globalizzato è possibile sentirsi a casa ovunque siamo. Ce lo spiega l’antropologo John Tomlinson, il primo a proporre una lettura del complesso e discusso fenomeno della globalizzazione.
Puntando l’accento su nuove prospettive cosmopolite, l’approccio del teorico britannico abbandona vecchi dualismi tra localismo e universalismo e offre invece l’opportunità di sentire sia i luoghi che abitiamo sia quelli fisicamente lontani come possibili case e spazi familiari.
John Tomlinson, Sentirsi a casa nel mondo, La cultura come bene globale, Feltrinelli, Milano, 2001.
Sul sito dell’editore, trovate una scheda per approfondire.
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------// 23 febbraio 2010 //--------

Dopo tanti post ad occuparci di casa, ora la nostra attenzione va a chi per definizione la casa non l’ha.
Ognuno di noi ha camminato a pochi centimetri da chi ha fatto del marciapiede la propria casa.
Keith Harris ha deciso di guardarli negli occhi, con il suo obiettivo: per due anni si è seduto a fianco a loro sul marciapiede, ha ascoltato le loro storie, ha ritratto i loro volti.
Alcuni di loro si aggirano come fantasmi, altri hanno un nome e conservano un’identità.
Alcuni di loro hanno perso la loro casa, altri hanno scelto di lasciarla facendo della città il loro tetto e il loro rifugio.
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------// 5 febbraio 2010 //--------

Siamo alle porte di San Valentino e molti di voi, anche quelli più scettici e poco ricettivi alle festività, avranno fatto un pensiero su cosa vorrebbero ricevere come regalo. Inutile dire che una buona percentuale delle donne avrà immaginato che questa poteva essere l’occasione giusta per rinnovare il guardaroba. Ma, si sa, San Valentino è festività sfuggente e spesso deludente: magari siete single, magari voi e il vostro partner non amate festeggiarlo, oppure lo fate, ma voi sapete già che sul regalo dovrete chiudere un occhio.
E allora, come saziare senza grandi costi la vostra voglia di dare un cambio al guardaroba? Basta fare un salto da Barattiamo?, lo swap shop della capitale.
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------// 1 febbraio 2010 //--------

Ha l’aspetto di un simpatico slider il tavolino da caffè con lavagna incorporata che permette di annotare sul momento qualsiasi pensiero in forma di parole o di immagini. Non solo. Spostando i nove pannelli che compongono la superficie è possibile creare più messaggi da rivelare solo al momento giusto.
Se caffè e scrittura sono quello che più vi fa sentire a casa, questo tavolino progettato da Di Wu sarebbe sicuramente perfetto per voi.
Via | Yanko Design
------// 20 gennaio 2010 //--------

Una parola, si sa, tira l’altra. Ecco che Luca Nichetto ha creato Neverending, un’insieme di sedute modulari con piccolo tavolo di appoggio che sembrano rappresentare perfettamente il carattere sinuoso e attraente della socialità.
Insieme alla libreria, dalla funzionalità però decisamente dubbia, trovate le sedute e i tavoli Neverending da JVStore a Milano.
Via | MoCo Loco